Anche voi quando sentite nominare la parola “moscato” pensate automaticamente ad un vino dolce, frizzante poco alcolico, da consumarsi entro l’anno e da abbinare al panettone e alla colomba? Beh, è comprensibile, ce lo hanno proposto solo così per tanto tempo. Il moscato secco, ossia non dolce, è però pronto a stupirvi.
W il moscato secco!
Pur restando uno dei vini per eccellenza da abbinare a panettoni e colombe, il Moscato racchiude però un mondo. Di uve, tanto per cominciare: esiste il moscato bianco, quello giallo, rosa, nero, d’Alessandria… E no, non si coltiva soltanto in Piemonte: anche lo Zibibbo siciliano appartiene alla famiglia del Moscato!
C’è poi un mondo di forme: il moscato frizzante e leggero che capita di bere durante le feste non rappresenta il modo più tradizionale, o meglio “storico”, di vinificare queste uve – se non altro perché il Metodo Martinotti con cui di solito si vinifica dolce è nato ad inizio del XX secolo.
Il moscato è fantastico anche quando viene vinificato come vino fermo e secco, tanto più quando ha sulle spalle qualche anno di bottiglia. Tolti gli zuccheri rimangono i profumi che talvolta evolvono grazie a note ossidative che a questi vini sembrano portare ancora più grazia.
Volete saperne di più sul moscato?
Ben sapendo che non basta una serata per iniziare a guardare il moscato con occhi diversi ho pensato di organizzare una serata a lui dedicata.
Per iniziare a buttare il cuore e lo sguardo oltre all’interpretazione più classica della parola moscato mercoledì 24 settembre alle ore 20 ci sarà da Enostor(i)e una degustazione con 7 interpretazioni diverse che prenderanno in considerazione il moscato bianco e giallo di sei regioni diverse. Solo uno dei 7 vini sarà dolce e passito, solo uno sarà frizzante, ma secco e rifermentato in bottiglia.

Troverete:
- RiFol di Ezio Cerutti, Piemonte: moscato bianco secco frizzante rifermentato in bottiglia realizzato da uno dei grandi interpreti del moscato piemontese
- Viarìa – Azienda Agricola il Mortellito, Sicilia: moscato bianco di Noto, secco
- Moscato Giallo – Vallarom, Trentino. Il moscato giallo appartiene alla tradizione del Trentino Alto Adige ed era amato anche dalla Principessa Sissi
- Bianco – Sette, Piemonte. Un moscato bianco fermo, delicato che ci mostrerà le capacità di evoluzione nel tempo di questo vitigno
- TacSum – Azienda Agricola Vintage, Valle d’Aosta: per vedere come si comporta il moscato in macerazione
- Il vin del paron, Ferlat, FVG – annata 2018, lavorazione in ossidazione: ne restano solo 2 bottiglie, sarà un’occasione davvero unica per poterlo assaggiare!
- Moscato al Governo di Saracena, Feudo dei Sanseverino, Calabria. Qui il moscato incontra altri vitigni autoctoni calabresi per produrre un vino passito secondo tradizione antichissima. È un presidio Slow Food ed è stato premiato dal Gambero Rosso come miglior vino da meditazione del 2025
Assieme ai vini ci sarà qualche stuzzichino d’accompagnamento: fatemi sapere se avete allergie o regimi alimentari specifici!
Per prenotarsi
La serata costa 28 €. Ci sono solo 13 posti disponibili (e 5 sono già stati presi!). Potete prenotarvi scrivendoci via WhatsApp oppure chiamando al numero +39 0161230413
Non lasciatevi scappare il primo appuntamento di Enostor(i)e Lab!
Vi ricordo che Enostor(i)e è un’enoteca a Vercelli in Corso Fiume, 18
